Perchè la fotografia

“Photographs Can Lie” è il titolo di una canzone di Elvis Costello & The Importers scritta assieme a Burt F. Bacharach.

Fare di uno sguardo una misura oggettiva è impossibile, un paradosso che non possiamo considerare realizzabile, nemmeno al netto della nostra sensibilità e del nostro stato d’animo. Fermare per sempre e allo stesso tempo non poter imprigionare in un frame quel ricordo rappresenta il non luogo che ho ricavato per vivere in una piccola nicchia tra passato e presente. Una stasi in continua evoluzione.

Gli occhi, se non attraverso uno specchio, non puntano verso sè stessi e nella fotografia troviamo quindi grande spinta verso l’altro, simile o dissimile; compiamo un gesto di altruismo e condivisione.

Perchè il vino Naturale

(e perchè non vogliamo chiamarlo così…)

Il vino Naturale non esiste. E non esiste nemmeno un termine migliore di questo per parlarne.

“Vino Naturale” è più che altro un termine che lega tra loro alcuni produttori i cui valori sono quelli più vicini possibile alla vita artigiana e contadina, la spontaneità dei processi e delle trasformazioni, la coerenza con la storia di un territorio, la volontà e capacità di interpretare il millesimo.

Si dà importanza a vitalità e fertilità dei suoli, biodiversità all’interno dei vigneti, qualità e sanità dell’uva.

Vini veri.

Con vini veri si intendono i vini ottenuti da fermentazione spontanea con lieviti indigeni, da uve sane nate da suoli dove pratiche come diserbo e concimazione chimica sono bandite affinché la materia organica e la biodiversità portino a vini di qualità, artigiani, sinceri, non omologati, altamente digeribili e godibili.

Qual è il mio compito

Si dovrebbe tornare a parlare del vino nel mondo, non del mondo del vino.

Considerare il vino parte e non figlio della vite.

Innovazione organica, rinascita attraverso una linea temporale sbilenca, avviluppata.

Un cerchio che è ciclo, è abbraccio, moto circolare che contiene il tutto.

La degustazione è un momento che racchiude capacità di ricordare, di dimenticare, sensi, gusto, tecnica. Immergersi in questo rito o utilizzarlo in forma meno rigida, meno ordinata, ci porta quanto meno a creare relazioni, legami, unioni.